La nevicata che colpì Marostica tra il 12 e il 13 gennaio 1985 resta ancora
oggi una delle più memorabili nella storia recente della città. Tutto ebbe
inizio nel pomeriggio del 12 gennaio, quando i primi fiocchi cominciarono a
scendere silenziosi dal cielo. All’inizio sembrava una nevicata come tante, ma
con il passare delle ore divenne sempre più intensa, fino a trasformarsi in un
evento straordinario che accompagnò l’intera notte.
Durante quelle ore notturne Marostica cambiò
completamente aspetto. La città, avvolta da un silenzio ovattato, appariva
quasi sospesa nel tempo. Decisi di restare fuori tutta la notte per fotografare
ciò che stava accadendo, continuando anche la mattina successiva. Ogni angolo
offriva uno spettacolo unico: il Castello si stagliava imponente e fiabesco
sotto una spessa coltre di neve, la piazza sembrava uscita da una cartolina
invernale, mentre il Leone di San Marco appariva solenne, imbiancato, come un antico
guardiano immerso nel gelo.
I dettagli erano quelli che rendevano la scena
ancora più suggestiva: i tavolini del Caffè Centrale completamente coperti di
neve, le auto parcheggiate trasformate in sagome bianche, le strade e i vicoli
resi irriconoscibili da quell’abbraccio invernale così intenso. La neve
continuò a cadere senza sosta, accumulandosi in quantità notevoli e regalando
alla città un volto inedito e affascinante.
Quella
nevicata non fu solo un evento meteorologico eccezionale, ma un’esperienza
indimenticabile. Marostica, vestita di bianco, mostrò una bellezza rara e
irripetibile, impressa per sempre nei ricordi e nelle fotografie di chi ebbe la
fortuna di viverla, passo dopo passo, sotto i fiocchi che cadevano senza
tregua.
“Marostica tace sotto la neve:
il castello, le luci e il Leone
diventano parte di un’unica, lenta fiaba d’inverno.”
dove anche il tempo sembra essersi fermato.”
“Era notte fonda, nevicava ancora, e davanti a me la città sembrava
un’altra.”
“Solo la luce e la neve, nel cuore della notte più lunga
dell’inverno.”
"Camminando nel silenzio capii quanto fosse eccezionale quella notte:
la neve non lasciava scampo.”
"Nevicava ancora senza sosta. Auto, tavolini, muri e alberi perdevano la loro forma,
inghiottiti da una
coltre sempre più alta."
"Il Leone di San Marco,
incoronato di neve, veglia silenzioso su una piazza sospesa nel bianco.”
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