10 gennaio 2026

La grande nevicata del 12 /13 gennaio 1985 a Marostica

 


La nevicata che colpì Marostica tra il 12 e il 13 gennaio 1985 resta ancora oggi una delle più memorabili nella storia recente della città. Tutto ebbe inizio nel pomeriggio del 12 gennaio, quando i primi fiocchi cominciarono a scendere silenziosi dal cielo. All’inizio sembrava una nevicata come tante, ma con il passare delle ore divenne sempre più intensa, fino a trasformarsi in un evento straordinario che accompagnò l’intera notte.

Durante quelle ore notturne Marostica cambiò completamente aspetto. La città, avvolta da un silenzio ovattato, appariva quasi sospesa nel tempo. Decisi di restare fuori tutta la notte per fotografare ciò che stava accadendo, continuando anche la mattina successiva. Ogni angolo offriva uno spettacolo unico: il Castello si stagliava imponente e fiabesco sotto una spessa coltre di neve, la piazza sembrava uscita da una cartolina invernale, mentre il Leone di San Marco appariva solenne, imbiancato, come un antico guardiano immerso nel gelo.

I dettagli erano quelli che rendevano la scena ancora più suggestiva: i tavolini del Caffè Centrale completamente coperti di neve, le auto parcheggiate trasformate in sagome bianche, le strade e i vicoli resi irriconoscibili da quell’abbraccio invernale così intenso. La neve continuò a cadere senza sosta, accumulandosi in quantità notevoli e regalando alla città un volto inedito e affascinante.

Quella nevicata non fu solo un evento meteorologico eccezionale, ma un’esperienza indimenticabile. Marostica, vestita di bianco, mostrò una bellezza rara e irripetibile, impressa per sempre nei ricordi e nelle fotografie di chi ebbe la fortuna di viverla, passo dopo passo, sotto i fiocchi che cadevano senza tregua.


 
 


“Marostica tace sotto la neve:

 il castello, le luci e il Leone diventano parte di un’unica, lenta fiaba d’inverno.”


“Una notte di neve infinita ha trasformato la piazza in un sogno immobile, 

dove anche il tempo sembra essersi fermato.”


“Era notte fonda, nevicava ancora, e davanti a me la città sembrava un’altra.”




“L’auto ormai irriconoscibile, sepolta dalla neve mentre la notte continuava senza tregua.”




“Solo la luce e la neve, nel cuore della notte più lunga dell’inverno.”






“Nevicava da ore e tutto stava scomparendo sotto il bianco, anche le cose più familiari.”








"Camminando nel silenzio capii quanto fosse eccezionale quella notte:

 la neve non lasciava scampo.”






"Nevicava ancora senza sosta. Auto, tavolini, muri e alberi perdevano la loro forma,

 inghiottiti da una coltre sempre più alta."












"Anche al mattino la neve non aveva finito di raccontare la sua storia.

Marostica, vestita di bianco, appariva bellissima e fragile, come non l’avevo mai vista."


"Il Leone di San Marco, 

 incoronato di neve, veglia silenzioso su una piazza sospesa nel bianco.”


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