17 aprile 2026

Tra luce e pelle, abitare l'ombra

 


presentazione

Queste 23 fotografie non sono nate per mostrare un corpo, ma per misurare uno spazio.

Le ho scattate in luoghi abbandonati intorno a casa, dove la pietra tiene ancora la forma e l'erba ha già cominciato a riprendersela. Colonne, soglie, stanze vuote, finestre che tagliano la luce come lame. In bianconero, perché il colore distrae e qui contano solo materia, ombra e pelle.

 Il nudo non è provocazione. È il modo che ho trovato per far entrare una presenza viva dentro l'assenza. Il corpo appare quasi sempre senza veli, e quando resta un jeans slacciato o una camicia aperta è solo traccia del quotidiano, non un nascondimento. Tolti i segni della moda, resta la misura umana contro il tempo che sbriciola i muri. La modella non posa, abita. Si appoggia, si inginocchia, attraversa, resta sulla soglia. A volte guarda, più spesso offre il corpo alla luce e lascia che sia la luce a scolpire.

 "Tra luce e pelle, abitare l'ombra" è il filo che tiene insieme le immagini. La luce arriva sempre di taglio, dura, e disegna. La pelle risponde. L'ombra non è vuoto, è la casa che scegliamo per un istante.

 Ho deciso di pubblicarle una al giorno. Ventitré giorni per attraversare una rovina senza fretta, come si fa quando si entra in un luogo che non ci appartiene e, per un attimo, lo si abita.

 

"Abitare il confine è già una scelta."


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