"Nel 2026, il mio sguardo si posa sul dialogo silenzioso tra l'individuo e lo spazio che lo circonda. Attraverso il contrasto del bianco e nero e la vitalità del colore, esploro la solitudine urbana e rurale, dove l'architettura diventa il palcoscenico di esistenze uniche. Ogni scatto è un frammento di tempo, un tentativo di dare forma all'incontro tra la geometria del mondo e la fragilità di un singolo passo."
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
...si voltò per un istante, cercando con lo sguardo la strada da cui era venuta, ma il portico di ritorno era sbarrato da un vetro silenzioso e invalicabile: una barriera invisibile che separava il presente da un passato ormai sigillato. Non si poteva tornare indietro, nemmeno volendo. Fece un respiro profondo e proseguì, una sagoma scura che correva verso la luce, in bilico tra ciò che era stato e tutto ciò che doveva ancora accadere. (Schio 2026)
Nessun commento:
Posta un commento