Prefazione:
Benvenuti nelle pagine visive di un viaggio
personale, un diario non scritto ma impresso in sette atti che trasformano la
costrizione della materia in un'apertura verso l'altrove. In queste sette
immagini, ho cercato di tracciare un sentiero dalla rigidità della pietra alla
fluidità del sogno.
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Tutto è iniziato qui, chiusa in questa parete grezza.
Speravo che le pietre antiche
potessero proteggermi, ma erano solo un peso più grande da portare.
La disperazione ha cercato l'oscurità più profonda, incontrando una pistola.
Un
confine estremo dove il silenzio si è fatto assordante.
È stato il momento del bivio.
Sopra, una figura vestita che mi osserva; davanti, una porta luminosa che mi chiama.
Ho dovuto scegliere quale sentiero intraprendere.
Ho attraversato interni bui con finestre aperte su una natura viva, calzando stivali e incontrando un piccolo amico silenzioso.
È stato l'inizio della
rinascita.
Ho dovuto affrontare me stessa allo specchio, svelandomi vulnerabile e forte allo stesso tempo, incorniciata in oro antico, accettando la mia dualità.
Il passato e il
futuro si sono incontrati.
In un magazzino vuoto, un uomo fuma in silenzio, un'ombra del mio passato.
Ho deciso di non aprire la tenda rossa e di non varcare la soglia..
È stato l'addio.
Infine, ho varcato l'ultima porta su un bosco onirico e nebbioso, per indossare i tacchi e camminare.
Ho lasciato la memoria della roccia per l'apertura del domani.
Questo è il
mio altrove.
Articolo e foto di Sergio Sartori AFI BFI > Tutti i diritti riservati
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