Bianca e la
sua bottega a Valle Grassa
A Valle Grassa, frazione di Segusino, le case di
pietra raccontano quasi duecento anni di storia.
Il borgo oggi conta pochi abitanti. Molti sono
anziani, qualcuno se n'è andato, qualcun altro torna soltanto nei fine
settimana.
Poi c'è una porta che continua ad aprirsi ogni
mattina.
Sopra c'è scritto: "Alimentari dal 1968".
Una scritta semplice.
Di quelle che non hanno bisogno di spiegazioni.
La
bottega si trova lungo la strada che attraversa Valle Grassa.
Non
ha vetrine moderne o insegne appariscenti. È uno di quei posti che sembrano
essere sempre stati lì.
Chi
arriva da fuori vede un piccolo alimentari.
Chi
abita qui sa che è molto di più.
Perché
nei paesi si va a comprare il pane, il latte o il giornale.
Ma
si va anche a scambiare due parole.
E
spesso si dice semplicemente:
"Vado da Bianca."
Entrando
si resta colpiti da una cosa.
Lo
spazio non è grande, eppure c'è quasi tutto.
Scaffali
pieni, corsie strette, prodotti alimentari, articoli per la casa, detersivi,
conserve, biscotti, bevande.
Ogni
angolo è utilizzato.
Non
c'è nulla di studiato per stupire.
C'è
semplicemente ciò che serve.
Ed
è probabilmente questo il motivo per cui la bottega continua a essere
importante per chi vive qui.
Ci
sono immagini che riportano indietro nel tempo senza fare alcuno sforzo.
I
grandi vasi di vetro pieni di caramelle, il pane esposto negli scaffali, gli
oggetti accatastati con ordine.
Sono
particolari che un tempo si vedevano ovunque.
Oggi
molto meno.
E
forse proprio per questo vale la pena fermarsi ad osservarli.
Vicino
alla porta convivono frutta, verdura, prodotti per la pulizia della casa e
generi alimentari.
Dalle
finestre si vedono i boschi e le montagne.
Dentro
e fuori sembrano appartenere allo stesso mondo.
Un
mondo che non corre.
Che
non cambia ogni stagione.
Che
continua a funzionare perché qualcuno se ne prende cura ogni giorno.
Fra
tutte le cose che ho visto nella bottega ce n'è una che mi ha strappato un
sorriso.
Appeso
dietro il banco c'è il calendario di Frate
Indovino 2027.
Era
anni che non ne vedevo uno.
Mi
ha riportato alle botteghe, alle cucine e alle case di quando ero ragazzo.
Probabilmente
per molti è un dettaglio insignificante.
Per
me è uno di quei particolari che raccontano immediatamente l'anima di un luogo.
All'inizio
avevo deciso di non fotografare Bianca.
Mi
sembrava quasi un'invasione.
La
sua presenza era già ovunque: negli scaffali, nel banco alimentari, nella
disposizione dei prodotti.
Poi,
osservando una vetrina dall'esterno, ho visto apparire il suo riflesso.
Dentro
il vetro c'erano contemporaneamente la strada, il borgo, le montagne e Lei.
Ho
scattato in quel momento.
Non
è un ritratto.
O
forse lo è, ma fatto a modo mio.
Perché
racconta una persona senza metterla in posa.
Pensavo
di raccontare una piccola bottega di paese.
In
realtà mi sono ritrovato a raccontare la persona che la tiene viva.
In
un mondo dove quasi tutto si compra nei supermercati o con un clic, esistono
ancora luoghi dove il commercio coincide con la presenza.
Dove
il valore non è soltanto ciò che si vende.
È
esserci.
Aprire
la porta al mattino.
Conoscere
le persone.
Sapere
di cosa hanno bisogno.
A Valle Grassa questa presenza ha un nome. Bianca.
E
la sua bottega continua a fare quello che fa da decenni: essere un punto di
riferimento per chi vive in questa valle.
Una
porta aperta.
Che
oggi vale molto più di quanto sembri.
Foto e testo di Sergio Sartori
Riproduzione riservata ©️ Sergio Sartori










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