07 novembre 2026

La porta sempre aperta

 

Bianca e la sua bottega a Valle Grassa

A Valle Grassa, frazione di Segusino, le case di pietra raccontano quasi duecento anni di storia.

Il borgo oggi conta pochi abitanti. Molti sono anziani, qualcuno se n'è andato, qualcun altro torna soltanto nei fine settimana.

Poi c'è una porta che continua ad aprirsi ogni mattina.

Sopra c'è scritto: "Alimentari dal 1968".

Una scritta semplice.

Di quelle che non hanno bisogno di spiegazioni.


La bottega si trova lungo la strada che attraversa Valle Grassa.

Non ha vetrine moderne o insegne appariscenti. È uno di quei posti che sembrano essere sempre stati lì.

Chi arriva da fuori vede un piccolo alimentari.

Chi abita qui sa che è molto di più.

Perché nei paesi si va a comprare il pane, il latte o il giornale.

Ma si va anche a scambiare due parole.

E spesso si dice semplicemente:

"Vado da Bianca."

Entrando si resta colpiti da una cosa.

Lo spazio non è grande, eppure c'è quasi tutto.

Scaffali pieni, corsie strette, prodotti alimentari, articoli per la casa, detersivi, conserve, biscotti, bevande.

Ogni angolo è utilizzato.

Non c'è nulla di studiato per stupire.

C'è semplicemente ciò che serve.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui la bottega continua a essere importante per chi vive qui.

Ci sono immagini che riportano indietro nel tempo senza fare alcuno sforzo.

I grandi vasi di vetro pieni di caramelle, il pane esposto negli scaffali, gli oggetti accatastati con ordine.

Sono particolari che un tempo si vedevano ovunque.

Oggi molto meno.

E forse proprio per questo vale la pena fermarsi ad osservarli.


Vicino alla porta convivono frutta, verdura, prodotti per la pulizia della casa e generi alimentari.

Dalle finestre si vedono i boschi e le montagne.

Dentro e fuori sembrano appartenere allo stesso mondo.

Un mondo che non corre.

Che non cambia ogni stagione.

Che continua a funzionare perché qualcuno se ne prende cura ogni giorno.


Fra tutte le cose che ho visto nella bottega ce n'è una che mi ha strappato un sorriso.

Appeso dietro il banco c'è il calendario di Frate Indovino 2027.

Era anni che non ne vedevo uno.

Mi ha riportato alle botteghe, alle cucine e alle case di quando ero ragazzo.

Probabilmente per molti è un dettaglio insignificante.

Per me è uno di quei particolari che raccontano immediatamente l'anima di un luogo.

All'inizio avevo deciso di non fotografare Bianca.

Mi sembrava quasi un'invasione.

La sua presenza era già ovunque: negli scaffali, nel banco alimentari, nella disposizione dei prodotti.

Poi, osservando una vetrina dall'esterno, ho visto apparire il suo riflesso.

Dentro il vetro c'erano contemporaneamente la strada, il borgo, le montagne e Lei.

Ho scattato in quel momento.

Non è un ritratto.

O forse lo è, ma fatto a modo mio.

Perché racconta una persona senza metterla in posa.

Pensavo di raccontare una piccola bottega di paese.

In realtà mi sono ritrovato a raccontare la persona che la tiene viva.

In un mondo dove quasi tutto si compra nei supermercati o con un clic, esistono ancora luoghi dove il commercio coincide con la presenza.

Dove il valore non è soltanto ciò che si vende.

È esserci.

Aprire la porta al mattino.

Conoscere le persone.

Sapere di cosa hanno bisogno.

A Valle Grassa questa presenza ha un nome. Bianca.

E la sua bottega continua a fare quello che fa da decenni: essere un punto di riferimento per chi vive in questa valle.

Una porta aperta.

Che oggi vale molto più di quanto sembri.

 

 

Foto e testo di Sergio Sartori
Riproduzione riservata ©️ Sergio Sartori



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