2007 Il Fantasma dell'ELBA: Frammenti di un'Era
Le foto scomposte, una serie di immagini di urbex, tutte tagliate a strisce e montate per raccontare una storia visiva affascinante di questa fabbrica che non esiste più.
Questa è una storia di cemento che respira ancora, tra le righe di un passato che oggi è solo polvere e progetti di vendita al dettaglio. Le immagini "scomposte" non sono solo fotografie; sono un percorso visivo che vuole passare per le sue rovine ed i suoi segreti, cercando di ricordare l’atmosfera scoperta e catturata, giocando con i colori ed i toni di grigio.
Le strisce di realtà sembrano
le pellicole di un vecchio film che si inceppa nel proiettore, offrendoci solo squarci di verità. Entrare nell'ex ELBA era come scivolare in una piega del tempo. Mentre fuori la città correva verso il futuro, dentro quelle mura il tempo si
era fermato, cristallizzandosi in un silenzio rotto solo dal gocciolio
dell'acqua e dal fruscio del vento tra i vetri rotti.
Un televisore solitario al centro di una stanza immensa,
Quali notizie passavano
su quello schermo ora spento?
La sequenza della pianta rampicante incorniciata da un vecchio telaio di legno. È l'ironia suprema dell'urbex: dove l'uomo costruisce e poi abbandona, la natura torna senza chiedere permesso. Quella cornice trasforma un'erbaccia in un'opera d'arte, un ultimo quadro appeso alle pareti di un museo della decadenza.
Una poltrona rossa, è qui che la fabbrica smette di essere solo un edificio e diventa un luogo umano.Chi sedeva su quella poltrona? C’è una malinconia sottile nel vedere la comodità di una casa abbandonata nella rigidità di un’officina.
Oggi, quell'atmosfera sospesa è svanita. Le ruspe
hanno mangiato i ricordi e il cemento armato. Dove c’era l’odore del lavoro, presto ci sarà l'odore di caffè dei bar e di vestiti nuovi nei negozi del centro commerciale
Le persone cammineranno con i carrelli proprio lì
dove ho fotografato quelle impronte di pneumatici nella polvere, senza
sapere che sotto i loro piedi giace il fantasma dell'ELBA. I neon asettici
sostituiranno quella luce radente che giocava con le ombre nelle mie foto.
"Le mie immagini rimangono un'archivio
emotivo. Ho sezionato la realtà per impedirle di sparire del tutto, creando un
ponte visivo tra ciò che eravamo e ciò che stiamo diventando."
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