Quando Danza e Fotografia s'incontrano
Photo Sergio Sartori afi bfi
Non siamo al teatro Bolshoi di Mosca e nemmeno alla Scala di Milano o al Metropolitan Opera house di New York, ci troviamo nel loggiato del Castello Inferiore di Marostica (Italia).
Dopo una lunga sezione di ripresa in costumi del 1500 Veneziano, costumi di un notevole peso se indossati in una giornata afosa ed umida invitai Laura e Diletta, due modelle del gruppo che aveva lavorato già molte ore a levare il costume medioevale per indossare quello da ballerina della Partita a Scacchi di Marostica, a quel punto, forse dovuto alla straordinaria leggerezza del costume e alla libertà di movimento le due splendide ragazze, che non avevano mai praticato questa forma d'Arte, cominciarono a correre, saltare e piroettare rinascendo in una vitalità fantastica e fotograficamente adatta a scatti di movimento.
Da questa esperienza ho capito che la Danza non è un campo esclusivo per nessuno, dà gioia ed euforia a tutti coloro che vi partecipano come danzatori o spettatori.
La Danza e un linguaggio che non conosce confini, va oltre la classe sociale, l'istruzione, il paese, il credo, ed il suo vocabolario è infinito, poiché l'emozione umana risuona attraverso il movimento.
La Danza vive all'interno di tutto ciò che vive.
Sergio Sartori





Photo Sergio Sartori afi bfi
This is not the Bolshoi Theatre in Moscow or La Scala in Milan, not even the Metropolitan Opera house in New York; we are in fact, in the loggia of the Castello Inferiore di Marostica (Lower Castle of Marostica, Italy).
After a long photo session in 16th century Venetian costumes, extraordinarily heavy, especially when worn on a hot and humid day, I asked Laura and Diletta (the two models of the group that worked already many hours) to free themselves from such Medieval garb in order to wear the much lighter ballerina outfits of the Marostica Living Chess Game. Thanks to the lightness and agility granted by the new dress, the two beautiful young women, who had never partaken in such Art, started to dash, leap and pirouette in a revived vitality that proved ideal for action shots.
This experience taught me that Dance is not an exclusive art form, it is one that gives joy and emotion to all those who partake in it, be they dancers or members of the audience.
Dance is a language that knows no boundaries; it transcends social groups, education, country, religion; its vocabulary is infinite, as human emotions resonate through movement.
Dance lives within all living things.










Nessun commento:
Posta un commento